Intervista, Star Hotel


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Intervista, Star Hotel


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Lo Star Hotel Rosa di Piazza Fontana a Milano

Piazza Fontana, a Milano. Una piazza tutta nuova, con un porticato, un'area pedonale alberata, una nuova pavimentazione e, naturalmente, la fontana del Piermarini. Tra le novità, un edificio di cinque piani (la stessa altezza dell'Arcivescovado e del palazzo del Capitano) all'angolo con via Pattari, sul lato nord della piazza un tempo occupato dall'albergo Commercio: è il nuovo nato della catena StarHotels, l’Hotel Rosa.

StarHotels nasce nel 1980 e si impone nel panorama turistico internazionale grazie a un'ospitalità che raccoglie in sé creatività e cultura, tradizione e cura dei dettagli, ricerca di armonia e di benessere: in una parola, la fusione di tutti quegli elementi che hanno reso unico e straordinario il made in Italy.

StarHotels oggi vanta una collezione di 22 alberghi situati nelle principali città italiane, a Parigi e New York.

Architetto Gallizia ci illustra la genesi del progetto di interior design dello Star Hotel Rosa?

Lo Star Hotel di Piazza Fontana è un progetto dai connotati particolari, dove allo storico albergo Rosa, già di proprietà della catena StarHotels, si affianca la nuova costruzione, progettata dallo studio Arassociati. Il progetto degli interni ha riunito i due edifici collegandoli tra loro attraverso uno linguaggio comune. StarHotels ha voluto adottare in piazza Fontana uno stile sofisticato, lussuoso in linea con la politica dell’azienda di creare degli spazi estremamente funzionali, versatili e al contempo accoglienti.

Il tema è stato subito chiaro: progettare uno spazio dove l’ospite potesse sentirsi “coccolato” con brio.

Abbiamo dunque creato zone di accoglienza dove il visitatore possa sentirsi a suo agio perché a misura d’uomo, ma ricercate perché contengono sorprese che mantengono alto l’interesse di chi si aggira per l’albergo. Proprio in questo contesto si situa la scelta di utilizzare materiale Florim che, per i suoi connotati, sorprende, cattura, conquista.

Mi riferisco in prima battuta all’uso di Gold di Rex sul portale d’ingresso, che sottolinea il passaggio da una Milano fredda, buia e frenetica a un interno caldo, luminoso, confortevole, giocando sul forte impatto visivo dato dalla lucentezza della foglia d’oro compressa tra due lastre di vetro lucido. Il messaggio che volevamo arrivasse all’ospite Star Hotel è quello di essere accolto all’interno di un posto “speciale”, uno scrigno prezioso.

All’interno delle parti comuni si è riproposta l’idea di superfici in grado di creare sorpresa. Nella zona bar abbiamo infatti creato un’installazione di arte contemporanea (un camino con una fiamma video) sormontata dalla collezione Gold: uno spazio accogliente e stimolante al contempo.

Nella parete del bar abbiamo usato del mosaico in vetro nero Casamood (collezione Vetro Neutra, nel colore 07 carbone), alternando l’uso di stucchi neri e grigi per abbozzare un disegno che solo l’osservatore che sta per raggiungere il bar può cogliere. Il disegno riporta, in modo discreto e curioso, il logo dell’albergo. E’ un elemento altamente decorativo, ma semplice e non invasivo. E’ un po’ come se avessimo reinterpretato in chiave contemporanea gli arredi decorati.

Nella Golden Room, una stanza tutta d’oro adibita a spazio comune e che prende luce naturale da un’enorme finestrone, abbiamo deciso di posare a pavimento Galuchat nel colore Oro, formato 40x40 cm. Per arredare questa stanza abbiamo deciso di coinvolgere gli artigiani della comunità di San Patrignano, che si stanno distinguendo nel mondo per le proprie creazioni.

Per l’ingresso del ristorante abbiamo deciso di usare la collezione Maiolica Oro di Casamood, nel formato mosaico 5x5 cm.

All’interno dell’albergo è presente un centro congressi dalla capienza molto elevata (700 posti). I bagni di questi spazi comuni sono stati realizzati con la collezione Stontech/1.0 di Floor Gres.

L’albergo ha 100 stanze, tutte dotate di ogni comfort: alcune si affacciano sul Palazzo dell’Arcivescovado, altre consentono di intravedere addirittura le guglie del Duomo. Sono arredate in stile contemporaneo, ma con una ricerca cromatica in grado di scaldare l’ambiente.

Anche nei bagni delle stanze è presente Stontech/1.0 nel formato 60x120, posato sia a pavimento sia a rivestimento, come fosse una pietra.

Il fatto di lavorare con grandi formati ci ha aiutato molto: la posa è più semplice, la resistenza è maggiore e, rispetto alla pietra, il materiale ceramico ha una resistenza agli acidi molto superiore. L’aspetto estetico è peraltro di grande valore e forte impatto. Essendo poi Stontech/1.0 un materiale a tutta massa, abbiamo potuto studiare un modo efficace per realizzare gli spigoli: abbiamo infatti fresato le lastre, arrotondando gli spigoli. Il risultato è estremamente sofisticato e raffinato, migliore di quello che avremmo ottenuto usando una pietra. Rispetto alla pietra, inoltre, il materiale è più duttile, più resistente, più igienico e meno costoso, ma altrettanto intrigante.

Anche i profili delle vasche sono stati realizzati con Stontech/1.0, per garantire continuità d’immagine e modernità.
L’interno delle docce, solitamente poco interessante, è diventato una scatola ricca di sorprese: è infatti interamente realizzato con il mosaico in vetro Casamood e ciò si rivela solo accendendo la luce.



 
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